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Area inclusione

AREA INCLUSIONE

I principi che sono alla base del nostro modello di integrazione scolastica hanno contribuito a fare del nostro Istituto un sistema di istruzione, un luogo di conoscenza, sviluppo e socializzazione per tutti, sottolineandone gli aspetti inclusivi piuttosto che quelli selettivi.

Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi

Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessaria una risposta adeguata e personalizzata.

Viene, quindi, potenziata la cultura dell’inclusione, anche mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curricolari, finalizzata ad una più stretta interazione tra tutte le componenti della comunità educante.

1) PIANO ORGANIZZATIVO DEL SOSTEGNO L.Q. 104/’92

Nell’Istituto Comprensivo di Premariacco sono presenti 34 alunni diversamente abili. In totale vi operano 22 insegnanti di sostegno.

Ruolo e funzione dell’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno interviene nelle classi dove sono inseriti alunni con svantaggi e disabilità che usufruiscono delle agevolazioni previste dalla L.Q. 104/’92 ( gli alunni posseggono la certificazione rilasciata dalle aziende sanitarie competenti che determinano il comma 1 o 3 a seconda della gravità), fermo restando che “il processo d’inclusione scolastica degli alunni con disabilità interessa tutti i docenti di classe”.

In particolare assolve alle seguenti funzioni:

  • elabora con gli altri docenti della classe il percorso educativo-didattico.

  • collabora con gli altri docenti nell’attuazione di iniziative e di attività educative individualizzate rivolte agli alunni della classe per l’inclusione dell’alunno diversamente abile.

  • collabora con gli specialisti delle strutture socio-sanitarie e riabilitative del territorio, per assicurare il necessario coordinamento degli interventi al fine di favorire il processo di inclusione degli alunni diversamente abili.

  • collabora con la famiglia dell’alunno, quale cardine fondamentale nel processo di crescita formativa.

    L’insegnante di sostegno concorre alla promozione del successo formativo degli alunni, è una risorsa

    aggiuntiva assegnata alla classe che opera pienamente integrato nel gruppo dei colleghi e in particolare

    nei consigli di intersezione, di interclasse e di classe. Ciascun insegnante di sostegno, oltre ai titoli richiesti per l’insegnamento ha acquisito o sta acquisendo una ulteriore specializzazione finalizzata alla conoscenza di tematiche relative alla psicologia dello sviluppo e dell’apprendimento.

Organizzazione generale

Periodicamente il GLHO, formato dal Dirigente Scolastico o suo delegato, dai docenti di sostegno, di classe/sezione, dallo psicologo, dagli operatori socio/sanitari e dai genitori, si riunisce in conformità alla L.Q.104/’92 con il compito di collaborare alle iniziative educative e di inclusione predisposte nel P.E.I..

Il GLHO è la sede opportuna per pianificare verificare e aggiornare i percorsi educativo-didattici dove è prevista la massima partecipazione di tutti gli operatori coinvolti nel progetto individualizzato ed, in particolare ha il compito di:

  • Elaborare il P.E.I.(Piano Educativo Individualizzato) che è la raccolta delle ipotesi di intervento degli operatori impegnati nei confronti dell’alunno nonché l’integrazione e l’armonizzazione degli interventi stessi.

  • Elaborare/aggiornare/verificare il P.D.F. (Profilo Dinamico Funzionale) previsto dalla L.Q.104/’92 che rappresenta un quadro dettagliato delle abilità / disabilità e potenzialità dell’alunno

  • Verificare gli effetti dei diversi interventi, apportando delle eventuali modifiche al P.E.I.

  • Favorire il raccordo tra i vari ordini di scuola (C.M. N°1/’88), elaborare progetti di permanenza,

    progetti di richieste orarie. Indicativamente gli incontri di Equipe si svolgeranno:

  • ad ottobre / novembre

  • a gennaio / febbraio

  • a maggio / giugno
    ed in caso di particolari esigenze, in momenti concordati tra le parti e possibilmente concordati preventivamente.
    La programmazione educativo-didattica deve essere redatta congiuntamente, ciascuno per le propriecompetenze, dagli insegnanti curricolari di concerto con l’insegnante di sostegno e definisce obiettivi, contenuti ed attività per ciascuna delle aree disciplinari seguite dagli alunni.
    Nella scelta degli obiettivi e delle attività da proporre si terranno in considerazione:

  • l’età degli allievi

  • le esperienze scolastiche precedenti

  • le indicazioni del GLH e la Diagnosi funzionale

  • le indicazioni ricevute nel corso degli incontri tra docenti ed équipe psicopedagogica

  • le eventuali indicazioni utili dei familiari di riferimento.

Universalmente gli interventi si effettuano nelle aree dove i soggetti presentano maggiori difficoltà, sempre in accordo con i docenti curricolari.

E’ importante favorire al massimo l’integrazione e l’inserimento nel gruppo classe per il benessere psicofisico dell’alunno, considerando che ne beneficia l’autostima e la collaborazione con i compagni affinché possa trovare occasioni di incontro tramite le attività affrontate dal resto della classe.

Tuttavia gli interventi potranno anche svolgersi al di fuori della classe in rapporto uno a uno oppure per gruppi di livello in cui agli alunni certificati potranno affiancarsi altri alunni in difficoltà.

Verifiche e valutazioni

Le verifiche verranno fatte attraverso osservazioni sistematiche, colloqui orali e prove scritte e saranno concertate con i docenti curricolari. Gli obiettivi per ciascuna verifica saranno sempre esplicitati e strutturati con criteri valutativi chiari.

La valutazione terrà conto della situazione iniziale, della progressioni dei livelli di apprendimento, della partecipazione dell’allievo, dell’impegno della partecipazione e dell’interesse mostrato verso le proposte.

La valutazione sarà sempre promozionale, cioè volta a mettere in luce le abilità possedute e le potenzialità di apprendimento e non tesa a evidenziare i problemi e gli aspetti deficitari, il tutto in vista dell’implementazione di una precisa strategia educativa e formativa.

2) REFERENTE BES: COORDINATORE PER IL SOSTEGNO

Mansioni-rapporti del referente a.d.a. con l’esterno

Rappresenta il riferimento per raccolta dati, comunicazioni, impegni, richieste, ecc. nei confronti degli uffici scolastici regionale e provinciale, delle aziende sanitarie, dell’ambito e/o dei servizi sociali, degli enti territoriali, delle famiglie, e di eventuali altre strutture o associazioni.

Rappresenta l’Istituto, in assenza del Dirigente Scolastico, nelle riunioni formali ed informali promosse da enti esterni.

  • Si occupa del raccordo con le scuole ed istituti di ordine inferiore e/o superiore per l’orientamento, incollaborazione con la specifica funzione strumentale, ed i progetti di continuità per gli allievi certificati.

  • Promuove e coordina attività di formazione e aggiornamento su tematiche specifiche.

  • Promuove e coordina progetti e richieste di finanziamento (regione, fondazioni, enti territoriali, ecc.), in collaborazione con la specifica funzione strumentale.

    Mansioni-rapporti del referente a.d.a. all’interno dell’Istituto

  • Diffonde dati, comunicazioni, impegni, richieste, proposte, ecc. provenienti dagli uffici scolastici regionale e provinciale, dalle aziende sanitarie, dall’ambito e/o dai servizi sociali, dagli enti territoriali, dalle famiglie, e da eventuali altre strutture o associazioni.

  • Organizza le riunioni G.L.O.H. , di Dipartimento e di Commissione a.d.a.

  • Coordina l’attività degli insegnanti di sostegno dell’Istituto.

  • Controlla e aggiorna i fascicoli relativi agli alunni certificati.

  • Promuove e coordina attività di formazione e aggiornamento su tematiche specifiche.

  • Verifica le richieste/necessità di acquisto di materiali, sussidi, attrezzature e le inoltra al Dirigente Scolastico.

  • Rileva situazioni di disagio e/o di difficoltà di apprendimento tra gli alunni dell’I. C.

3) REFERENTE DSA: L.170/ 10

Il referente DSA è previsto dalla Legge 170/2010, dal DM del 12/07/2011 e dalle Linee Guida DSA. E’ unriferimento per genitori ed insegnanti in materia di Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Le funzioni del referente riguardano la sensibilizzazione e l’approfondimento delle tematiche, nonché il supporto vero e proprio ai colleghi insegnanti direttamente coinvolti nell’applicazione didattica. Il referente ha acquisito una specifica formazione e ha maturato esperienza nell’ambito dei Disturbi Specifici di Apprendimento ed è stato eletto dal Collegio dei Docenti.

Le funzioni del referente sono stabilite dalla Legge e sono le seguenti:

  1. Fornire informazioni circa le disposizioni normative vigenti

  2. Fornire indicazioni in merito alle misure compensative e dispensative, in vista dell’individualizzazione e personalizzazione della didattica

  3. Collaborare all’individuazione di strategie volte al superamento dei problemi esistenti nella classe con alunni DSA

  4. Offrire supporto ai colleghi insegnanti riguardo agli strumenti per la didattica e per la valutazione degli apprendimenti

  1. Curare la dotazione di ausili e di materiale bibliografico all’interno dell’Istituto

  2. Diffondere le notizie riguardanti l’aggiornamento e la formazione nel settore

  3. Fornire informazioni riguardanti Enti, Associazioni, Istituzioni, Università di riferimento

  4. Fornire informazioni riguardo a strumenti web per la condivisione di buone pratiche

  5. Fare da mediatore tra famiglia, studente e strutture del territorio (CTS)

  6. Informare gli insegnanti che effettuano supplenze nelle classi, della presenza di eventuali casi DSA.

Il referente d’Istituto promuove comunque l’autonomia dei colleghi nella gestione degli alunni DSA, operando perché ciascun insegnante “senta” pienamente proprio l’incarico di rendere possibile per tutti gli studenti un pieno e soddisfacente apprendimento in classe.

Infine, il referente può promuovere Progetti approvati dal Collegio dei Docenti nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

 

GLI: Gruppo di Lavoro per l’Inclusività

Il nostro Istituto già da anni aveva costituito il GLIS, Gruppo di Lavoro per Integrazione Scolastica, secondo quanto previsto dalla normativa (L. n. 104/92, art. 15, comma 2). presso ogni circolo didattico, istituto comprensivo ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado.

Secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni, in particolare la DIRETTIVA MINISTERIALE 27/12/12 e la CIRCOLARE MINISTERIALE N°8 06/03/2013, il GLIS è stato sostituito dal GLI che ha elaborato nel giugno del 2017 il seguente piano annuale per l’inclusività:

Organizzazione generale:

* Si gestiscono le risorse personali: nei primi giorni del mese di settembre si svolge l’assegnazione delle

ore di attività di sostegno ai singoli alunni, in base a criteri di continuità e competenze dei docenti. Segue la pianificazione dei rapporti con gli operatori extrascolastici, ( incontri GLHO, accordi tra le famiglie e gli assistenti sociali per la richiesta degli educatori) il reperimento di specialisti e consulenze esterne ove necessario.

* Si definiscono le modalità di passaggio da un ordine di scuola all’altro e di accoglienza dei minori disabili; Si programma la gestione e reperimento delle risorse materiali (sussidi, ausili tecnologici, biblioteche specializzate e/o centri di documentazione, ecc.).

* Si censiscono le risorse informali (volontari, famiglie, alunni)

* A fine anno scolastico si analizzano attentamente le reali esigenze di sostegno, che a volte non corrispondono alla normativa ( comma1 e 3 grave - straordinaria - eccezionale). Il GLI, infatti, valuta l’alunno sia dal punto di vista del disagio personale che relativamente al complesso classe. Si ricorda che le ore di sostegno sono affidate alla classe, pertanto, quando viene richiesto un congruo numero si tiene conto delle problematiche in generale, non solo di quelle intrinseche. Il sostegno è un riforzo alla classe e tale deve essere sempre inteso.

Progettualità e valutazione

* Si formulano progetti per la continuità fra ordini di scuola, o comunque si attua il passaggio di informazioni tra docenti dei due ordini di scuola, per ADA, DSA e BES.

* Si elaborano progetti specifici, corsi di formazione e commissioni di discussione per la disabilità, DSA e BES: PEI e PDP.

* Si predispongono progetti relativi all'organico (ad esempio, per la riduzione delle classi che ospitano alunni disabili).

* Vengono trasmessi sia ai docenti che alle famiglie tutte le informazioni riguardanti convegni, tavole rotonde per l'aggiornamento sulle metodologie, didattica, tecnologie, anche in una prospettiva interistituzionale.

Cooperazione

* Si assumono iniziative di collaborazione e tutoring fra docenti (in presenza di specifiche minorazioni); di confronto interistituzionale nel corso dell'anno; di documentazione e costituzione di banche dati (es: metodologie condivise).

Si tratta di una operatività intesa a impegnare preventivamente la disponibilità della scuola, predisponendo in anticipo gli interventi che promuovano l'integrazione, concepita quale fenomeno complesso, richiedente competenze plurime e una cultura condivisa.

Un sostegno in rete

Le indicazioni operative che il Gruppo per l’inclusività a livello di scuola deve

tenere presenti, al fine di promuovere una rete di sostegno nella comunità scolastica sono:

- le tipologie di risorse di sostegno elaborate in funzione dei bisogni dell'alunno;

- la rete di sostegno deve essere rivolta a tutti gli alunni;

- le risorse di sostegno devono potenziare le capacità della persona in virtù dell’autonomia sociale; - la rete di risorse deve divenire un elemento naturale e permanente della comunità

scolastica, ed essere gestita da persone direttamente coinvolte nella vita scolastica stessa (docenti, dirigente scolastico, genitori, specialisti).

ATTIVITÀ PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI E DI

INTERCULTURA

Le scuole del nostro territorio sono chiamate ad accogliere una presenza costante di alunni stranieri. Essi provengono da nazionalità diverse, con differenze culturali e sociali notevoli, con storie e vissuti a volte molto complessi. In una realtà multiculturale quale è la nostra, compito degli insegnanti è di promuovere l’educazione interculturale e i processi che mirano alla piena integrazione degli alunni stranieri operando nella concretezza quotidiana delle situazioni per incontrare, conoscere, comprendere, accettare e rispettare le diversità. La diversità deve essere intesa come risorsa, arricchimento, straordinaria opportunità di scambio, cooperazione e stimolo alla crescita personale di ciascuno. L’educazione interculturale nasce dall’incontro consapevole di soggetti e identità culturali differenti che si muovono insieme verso la costruzione di una nuova convivenza civile. Si evidenzia, quindi, connesso all’applicazione efficace del Protocollo per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri secondo gli indirizzi del MIUR e le esigenze registrate, un percorso di opportunità formative interculturali tali da garantire risposte consone alle diverse esigenze degli alunni, attraverso la prima alfabetizzazione degli alunni per gruppo di livello, il potenziamento dell'educazione linguistica e le attività scolastiche mirate all'interazione tra le diverse culture, i contatti con le famiglie ed i mediatori linguistico-culturali.

Il progetto d’Istituto “Accoglienza e Integrazione Scolastica degli allievi stranieri" e il progetto “Melting Voices”, in rete con ISIS A.Malignani (scuola capofila), I.C. di Manzano e I.C. di Pavia di Udine prevedono iniziative progettuali relative ad attività concernenti:

  • la prevenzione, il controllo e l'attenuazione del disagio dell’alunno straniero al momento; dell’accoglienza; sostenere la “parte” emotiva degli alunni favorendo la sicurezza in sé e la fiducia nel nuovo ambiente;

  • la formazione alla cittadinanza attiva anche attraverso la partecipazione ad attività di volontariato;

  • l’apprendimento della lingua italiana con l’attivazione di laboratori di alfabetizzazione, di sostegno allo studio e riallineamento scolastico;

  • l’attività di mediazione linguistica e culturale

  • la valorizzazione delle identità culturali attraverso attività ludico-espressive;

  • la partecipazione dei genitori alla vita scolastica dei minori;

  • la sperimentazione e la diffusione di buone pratiche di educazione interculturale;

  • la creazione e l’ampliamento di biblioteche scolastiche interculturali, comprendenti testi

    plurilingue.

    Il Protocollo per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri vuole essere uno strumento per realizzare un’accoglienza “competente” e facilitare l’inserimento degli alunni stranieri e la partecipazione delle loro famiglie al percorso scolastico dei figli. Intende inoltre illustrare una serie di modalità con le quali affrontare e facilitare l’inserimento scolastico. Scopo fondamentale del documento è quello di fornire un insieme di linee teoriche ed operative, condivise sul piano ideologico ed educativo e di dare suggerimenti organizzativi e didattici, al fine di favorire l’integrazione e la riuscita scolastica e formativa. In quanto strumento di lavoro può essere integrato e rivisto sulla base delle esigenze della scuola e sulle esperienze pregresse.

    Il protocollo per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri si propone di:

     definire pratiche condivise in tema di accoglienza di alunni stranieri;

     facilitare l’ingresso di bambini e ragazzi stranieri nella scuola;

     sostenere gli alunni neoarrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto;

     favorire un clima d’accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali

    ostacoli alla piena integrazione;

     costruire un contesto favorevole per il riconoscimento reciproco e dell’identità di ciascuno;  promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuola e territorio sui temi

    dell’educazione e dell’educazione interculturale nell’ottica di un sistema formativo integrato. Il protocollo delinea prassi condivise di carattere

    Amministrativo e burocratico (iscrizione);

    Comunicativo e relazionale (prima conoscenza);

    Educativo-didattico (proposta di assegnazione alla classe, accoglienza, educazione interculturale,

    insegnamento dell’italiano come seconda lingua, valutazione, esame di stato).

    PROTOCOLLO ADOZIONI

    PREMESSA

    In Italia, soltanto nel periodo 2010-2013, sono stati adottati circa 14.000 bambini con l’adozione internazionale e oltre 4000 con quella nazionale.

    Conseguentemente, anche la presenza dei minori adottati nelle scuole italiane è divenuta un fenomeno quantitativamente rilevante. In molti casi, inoltre, soprattutto per i bambini adottati internazionalmente, il tema del confronto con il mondo della scuola si pone in maniera urgente perché molti di loro vengono adottati in età scolare o comunque prossima ai 6 anni.

Occorre considerare che alla condizione adottiva non corrisponde un’uniformità di situazioni, e quindi di bisogni, e che i bambini adottati possono essere portatori di condizioni molto differenti che, se poste lungo un continuum, possono andare da un estremo di alta problematicità ad un altro di pieno e positivo adattamento.

E’ innegabile che all’essere adottato siano connessi alcuni fattori di rischio e di vulnerabilità che devono essere conosciuti e considerati, affinché sia possibile strutturare una metodologia di accoglienza scolastica in grado di garantire il benessere di questi alunni sin dalle prime fasi di ingresso in classe, nella convinzione che un buon avvio sia la migliore premessa per una positiva esperienza scolastica negli anni a venire. In questo senso è necessario che la scuola sia preparata all’accoglienza dei minori adottati in Italia e all’estero e costruisca strumenti utili, non solo per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, ma anche didattico e relazionale, a beneficio dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie.

Naturalmente prassi e strumenti adeguati dovranno essere garantiti anche nelle fasi successive all’inserimento, con particolare attenzione ai passaggi da un ordine di scuola all’altro.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

1983 Legge 184 del 4 Maggio: "Diritto del minore a una famiglia

1993 Convenzione dell’Aja 29 1993 – Maggio: "Convenzione sulla

protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale”

1998 Legge 476 del 31 Dicembre: ratifica la Convenzione dell'Aja

e Istituisce un organismo nazionale di riferimento e di controllo

delle adozioni internazionali

2001 Legge 149 del 28 Marzo: Disciplina dell’adozione e

dell’affidamento dei minori

Normativa di riferimento 2011 - MIUR, Gruppo di lavoro scuola-adozione

2012 Giugno: MIUR, nota rivolta a tutti gli USR

2013 Marzo : Protocollo di intesa MIUR – CARE (Coordinamento

nazionale di 28 Associazioni adottive e affidatarie in Rete)

2014 Nota MIUR - 547 del 21 Febbraio Deroga all’obbligo

scolastico alunni adottati

2014 Dicembre : MIUR, Linee di indirizzo per il diritto allo studio

degli alunni adottati

2015 Legge 107 del 13 Luglio : Le Linee guida entrano nella Legge sulla Scuola

 

FINALITA’ PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI ADOTTATI:

Costruire una collaborazione tra scuola e famiglia e una comunicazione reciproca efficace al fine di

elaborare obiettivi comuni per l'acquisizione di sicurezza e autostima da parte dell'alunno adottato.
Individuare e prefissare pratiche condivise per creare un clima favorevole all'accoglienza e valorizzare la specificità del bambino adottato che ha un passato e un presente diversi.
Promuovere una rete di supporto, comunicazione, collaborazione fra Scuola, Famiglia, Servizi preposti e Enti Autorizzati . per garantire un adeguato accompagnamento e sostegno degli alunni adottati.
Ultima modifica 16 novembre 2020